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Registro dei DEFUNTI


Il “libro dei Defunti” è il registro in cui i parroci annotano i nominativi di coloro che sono morti e la loro condizione sacramentale, introdotto dal Rituale romano del 1614. Questo tipo di documentazione è piuttosto difforme a seconda dei territori e del periodo in cui è stato redatto. Il formulario è fissato dal Rituale, altre norme per la compilazione di questi documenti sono state emanate nel corso degli anni da vescovi e cardinali. Sui registri dei morti i parroci annotavano il nome del defunto, la data della morte o della sepoltura, l’età, lo stato civile, la causa della morte, il luogo della tumulazione, il conferimento dei sacramenti, in particolare il sacramento dell’estrema unzione, il sacerdote che aveva conferito i sacramenti o accompagnato il defunto.

La ricerca di un atto di morte è la più difficile da realizzare perchè, a parte le situazioni di epidemia o di guerra, la morte di una persona non risponde ad alcuna logica prestabilita. Non si può far altro che sfogliare pagina per pagina i registri dei morti e, se non lo si trova, bisogna cercare anche in altre parrocchie vicine pensando magari alla successiva residenza dei figli o del coniuge.
In questi libri i decessi sono elencati segnando anche l’età, ma ciò non sempre è affidabile specie se il morto è anziano e/o è una donna; troveremo poi se è morto ricevendo tutti i sacramenti, dove e quando è stato seppellito, con l’indicazione di eventuali titoli, attività e, se particolare, la causa della morte.
La sepoltura aveva luogo nelle fosse comuni, distinte per adulti e bambini, o se la famiglia poteva permetterselo in un sepolcro separato, sempre in chiesa, magari legato ad un altare di famiglia; i fedeli defunti che aderivano alle confraternite religiose di norma venivano tumulati nel sepolcro collettivo del sodalizio, segnalato da una lapide sul pavimento della chiesa, ai piedi dell’altare dedicato al santo titolare della confraternita.
La chiesa, specie se antica, poteva ospitare sepolture di religiosi e di figure particolarmente importanti a livello locale, segnalate da sepolcreti di pregevole fattura. 
Gradualmente a partire dai primi anni del XIX secolo le sepolture, come ancor oggi, avvenivano nel pubblico cimitero per effetto delle leggi napoleoniche.
Gli atti di morte contengono formule abbastanza standardizzate circa il tipo di benedizione impartita, etc... A volte troviamo segnati parrocchiani defunti “fuori” se i parenti facevano fare le esequie in loco o se la notizia veniva comunicata al parroco per iscritto.

in alto -  In alto, una notizia ricavata da altro atto, che altrimenti sarebbe rimasta ignota: il primo suono della nuova campana fusa l8.5.1737 da mastro Marco Gentile di Agnone (IS), città nota a livello mondiale per la produzione di campane.

in basso - Seppur raramente, l'atto di morte può non essere associato alla effettiva sepoltura: in basso a sinistra l'atto di morte (10.10.1704) della Duchessa di Noja, sepolta nel convento dei Cappuccini di quella città, ma associata spiritualmente al Capitolo rutiglianese. 
 
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