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Come si Comincia

Una domanda semplice e diretta per comunicare il desiderio di iniziare, il gusto di mettersi all’opera. Ecco allora un sussidio utile e ricco di consigli, uno strumento indispensabile per imparare a progettare la propria ricerca. Perché «un viaggio di mille miglia comincia con un passo».

Il primo Archivio da consultare per dare avvio alla vostra “avventura” non è quello comunale, nè quello parrocchiale ma quello della vostra realtà familiare; si tratta di costruire il quadro di partenza con i parenti viventi e gli antenati più prossimi conosciuti.
Scrivete tutto quanto vi diranno sulla vostra famiglia e su ogni persona: le origini, i nomi dei vostri parenti, le loro date di nascita e il grado di parentela con voi.
Chiedete ai familiari più anziani notizie sui vostri antenati; può darsi che i loro ricordi non siano precisi, ma queste informazioni potrebbero risparmiarvi molto tempo e fatica. La tradizione orale è importante perché permette di iniziare l’indagine raccogliendo informazioni riferite a periodi molto anteriori rispetto a quelli da cui si parte; informatevi anche se sono a conoscenza di ricerche genealogiche già svolte.
Man mano che si ricostruiscono i collegamenti genealogici tra le diverse generazioni può essere utile cercare di conoscere anche il contesto sociale, a quali momenti storici o vicende hanno partecipato, spulciando anche nei libri di storia locale. La genealogia è anche un modo diverso, più coinvolgente, per rivivere la storia e gli eventi passati. La ricetta è l’essere curiosi, in ogni circostanza, senza però assillare chi ci può dare informazioni o ci offre la possibilità di accedere ad un archivio.
Provate ad usare la creatività per cercare di intuire legami e collegamenti, anche ipotetici, da verificare successivamente.

Bisogna però stare attenti a distinguere i dati certi da quelli semplicemente intuiti (segnateli a parte) perché richiereste di compiere errori pericolosi nel proseguimento della ricerca, con notevoli perdite di tempo.
A questo punto, con i primi dati sicuri alla mano, recatevi presso lo Stato Civile del vostro comune per risalire a qualche altra generazione. Lo Stato Civile fu introdotto in Italia da Napoleone (fra 1804 e 1820) e poi mantenuto dal nuovo Regno d’Italia, che nel 1865 ne stabilì una precisa legislazione. 
Qui trovate tutti i documenti anagrafici dei singoli individui: i documenti di nascita, matrimonio e morte. Ma soprattutto potete chiedere “l’Originale di Stato di Famiglia” dove sono riportati il luogo di residenza e la composizione familiare all’epoca della formulazione del documento, con le informazioni su età e professione.
La ricerca può risultare noiosa e difficile ed alcuni documenti, a prima vista, vi sembreranno privi di interesse o addirittura incomprensibili. Esaminateli attentamente e registrate tutte le informazioni trovate; insistete, siate costanti e, se necessario, chiedete aiuto all’archivista per interpretare le scritture.
Certo è più facile delegare la ricerca a dei professionisti, o agli stessi archivi che consultate, ma oltre ad avere un costo economico questa scelta vi priva dell’opportunità di leggere direttamente documenti in cui si parla dei vostri antenati.
Create un registro delle ricerche per tutti i documenti consultati, anche se non sono state trovate nuove informazioni; segnate i volumi consultati con esito negativo eviterete di tornare su di essi.
La consultazione di un documento va, possibilmente, verificata consultando carte a cui lo stesso rimanda o di altri familiari coetanei (fratelli, cugini, etc..); inutile dire che le carte che si studiano, e tutto il materiale d’archivio, sono lì da secoli e devono essere integri anche per i nostri nipoti, etc... non rovinarli è un fatto di civiltà!
Alla fine potrete richiedere copia dei documenti principali trovati, o magari anche certificazioni di quanto trovato.
Di ogni documento, anche quello più banale e scontato, va compreso da chi è stato redatto, a quale scopo e per quale consultazione; questo ci può aiutare ad intepretarlo. Se gli atti anagrafici sono “immediati” ci possono essere degli sfasamenti tra le date di stesura e le date dei fatti cui alcuni atti fanno riferimento, magari semplicemente perchè richiamano degli antefatti essenziali; pensate alle questioni legali che ripercorrono vicende e parentele (vedi eredità) anche di molti decenni, o secoli, prima.
Verificate tutte le possibili concordanze temporali delle informazioni, incrociate le date di nascita, matrimonio, morte, etc.. confrontate le stesse con quelle dei genitori e dei figli in modo che gli stacchi temporali (generazioni) siano plausibili.
Ricordate che i nomi di famiglia nel corso dei secoli sono variati: il cognome di un soggetto ha la forma assunta in quella data, così anche il nome potrebbe essere sostituito con un diminutivo o con un secondo e/o terzo nome rispetto a quello di battesimo.
 
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